Berlusconi: "Mi candido, ma anche no (se c'è Monti)"

"Grazie dell'inizio facile... Ma vuole la risposta di ieri, di stamattina, di oggi a pranzo o di adesso?", scherza Silvio Berlusconi replicando alla domanda di Vespa se pensa di confermare la sua candidatura alla premiership, durante la presentazione del libro del conduttore Rai. 'Penso di essere stato sempre coerente'' nel mio percorso politico. ''Molto spesso leggo di questi miei  passi avanti e indietro, come se fossero frutto di un pensiero incoerente. Io credo di essere sempre stato coerente".
12 DIC 12
Ultimo aggiornamento: 11:03 | 6 AGO 20
Immagine di Berlusconi: "Mi candido, ma anche no (se c'è Monti)"
"Grazie dell'inizio facile... Ma vuole la risposta di ieri, di stamattina, di oggi a pranzo o di adesso?", scherza Silvio Berlusconi replicando alla domanda di Vespa se pensa di confermare la sua candidatura alla premiership, durante la presentazione del libro del conduttore Rai. "Penso di essere stato sempre coerente'' nel mio percorso politico. ''Molto spesso leggo di questi miei passi avanti e indietro, come se fossero frutto di un pensiero incoerente. Io credo di essere sempre stato coerente, ho sempre ritenuto e ritengo che in Italia ci sono due schieramenti che si contrappongono: i moderati da una parte e le persone di sinistra dall'altra. I moderati dal '48 a oggi sono sempre stati maggioranza, e' chiaro che se i moderati vengono divisi in due parti, la sinisrta diventa maggioranza''. "Il mio passo indietro o avanti dipende da come si sviluppano le cose". "Io sono ancora sulla posizione che caduto il motivo del mio passo indietro, spinto dai miei, mi sono proposto e ho accettato di essere candidato alla presidenza del Consiglio, io non ho ambizioni personali. Nel caso ci fosse bisogno di una mia attiva presenza nell'interesse del Paese ho sempre detto che sono a disposizione".
"C'e' un centro che si sta formando a cui guarda Casini, Montezemolo e altre formazioni politiche che mirano ad una adesione di Monti a questa iniziativa. Io non credo che Monti accetti di diventare uomo di parte, ma ove il presidente Monti accettasse potrebbe essere" lui il candidato di tutto lo schieramento del centrodestra. "Io stesso ho proposto al presidente Monti di fare il candidato alla presidenza del Consiglio di tutto lo schieramento", ha ricordato il Cavaliere. "Se Monti cambiasse idea per quanto mi riguarda non avrei nessuna problema a ritirare" la candidatura, afferma l'ex premier, "potrei anche dedicarmi anche al solo mio movimento politico". ''Non credo che Monti si candidera', non credo che accetti di diventare uomo di parte o di partito, non gli converrebbe neanche. Ma se lo ritenesse opportuno, i moderati potrebbero rivolgersi a lui, io in passato lo proposi come federatore dei moderati''.
"Se fai un passo indietro io saro' con i moderati mi disse Casini che ha un complesso verso di me – continua Berlusconi – ed io feci un passo indietro e Alfano divenne segretario. Ci aspettavamo il ritorno di Casini, ma questo non avvenne". "Io sono assolutamente coerente per il mio impegno politico ho sempre ritenuto che ci sono due schieramenti che si contrappongono dal '48 ad oggi: i moderati da una parte e la sinistra dall'altra e i moderati sono sempre stati la maggiopranza. Chiaro che se i moderati vengono divisi, la sinistra diventa maggioranza. Cosa e' successo lo sappiamo tutti: dal 2008 in avanti Casini si e' collocato fuori dalla maggioranza dei mdoerati e tutti i sondaggi ci davano per necessaria la fusione degli elettori di Casini con il resto dei mdoerati". Berlusconi piu' volte, spiega, di avergli chiesto di tornare con il centrodestra ma la pregiudiziale era la sua presenza, quindi "ho fatto passo inditero ma nessun passo avanti e' stato fatto". Poi, prosegue, "decisi di fare un ulteriore passo indietro e ruolo di fondatore nel mio partito, ma anche in questo caso Casini non cambio' posizione, anzi continuo' a discutere intensamente con la sinistra. Io ho sempre mantenuto atteggiamento di grande coerenza e sempre guartdando all'interesse della mia parte politica e del Paese".
"Io spero di recuperare tutti i voti del 2008, come dicono i sondaggisti – continua il Cav. – Nel 2008 avemmo il 37.4%, dopo il congresso siamo saliti al 41.9%. Da focus che sono stati fatti al Nord, al Centro e al Sud risulterebbe oggi che praticamente nessuno di quegli elettori che allora ci diedero fiducia oggi sarebbe non disposto a ridarci fiducia. Si sono rifugiati nel non voto, ma potremmo riconquistarli se fossimo in grado di presentarci con un buon programma e uno schieramento di uomini nuovi e capaci''.
''Io ho avuto a che fare con presidenti della Repubblica tutti schierati dall'altra parte e ho avuto molte difficolta' a convincere questi presidenti che molte volte, troppe volte, mi hanno negato l'urgenza e quindi l'operativita' dei decreti legge''.
"Non mi si puo' convincere di un'Europa in cui ci sono paesi egemoni che colpiscono gli interessi degli altri Paesei. Sono invece convinto dell'Unione europea".
"Questo puo' darsi che possa essere vero". Cosi' Silvio Berlusconi replica alla domanda di Vespa se e' vero che ha detto che se ci fosse stato Mario Monti come ministro dell'Economia l'ultimo suo governo non sarebbe caduto. Poi aggiunge. "Ebbi a offrire al Professor Monti di entrare nel mio governo come ministro dell'Economia perche' ho una stima nei suoi confronti, non ho remore a dirlo".
"Ho detto che lo spread e' stato un imbroglio. Su uno spread che e' andato su oltre 500 punti venne fatta una battaglia durissima contro il governo e contro di me. L'accusa di aver portato il Paese sull'orlo del baratro e' stata una menzogna colossale", ha aggiunto il Cavaliere. "C'e' chi ha detto che senza il nuovo governo non si sarebbe potuto pagare gli stipendi", ha ricordato Berlusconi. "Non credo che i tecnici abbiano portato soldi...", ha spiegato l'ex premier.
"Il ragionamento e' molto semplice: ho detto che l'utilizzo dello spread e' stato un imbroglio usato per far dimettere il mio governo, non ho detto che lo spread e' un imbroglio. In quel momento non c'era nessun rischio di baratro. E' stato un grande imbroglio venduto agli italiani che abbiamo il dovere di denunciare agli italiani. Credo che il minimo che possa fare in questa campagna elettorale e' che gli italiani abbiano chiaro cosa e' successo e cosa non deve piu' succedere".
"Se la Lega non arrivasse con noi" ad un accordo circa la candidatura a palazzo Chigi e "la Lega decidesse di andare da sola" in Lombardia succederebbe "che immediatamente cadrebbero le giunte di Piemonte e Veneto. "Se la Lega decidesse di andare da sola in Lombardia noi dovremmo considerare anche la nostra alleanza in Piemonte e in Veneto", ha detto l'ex premier.
"La Lega mi ha offerto con slancio di fare il leader della coalizione. Con la Lega stiamo trattando sul riconoscimento a Maroni della candidatura della presidenza della Lombardia".
"Il partito della sinistra ha un'antica militanza per cui puo' far apparire tutto quello che vuole dicendo che e' un'operazione democratica, non credo che le primarie siano state davvero democratiche a sentire Renzi".
Silvio Berlusconi sarebbe pronto a rinunciare alla candidatura a palazzo Chigi se Mario Monti fosse disponibile a fare il leader di una coalizione, che pero' dovrebbe tenere insieme ''tutti i moderati'', compresa la Lega.
"Non e' affatto escluso che Angelino Alfano, che ha tutta la mia stima e che considero tra i migliori protagonisti della politica italiana, sia lui il candidato premier e ieri sera ho avuto l'ok della Lega, quindi la sua candidatura e' in pole position".
"Tutti fanno tragedie per una cosa ridicola: andremo a votare due settimane di differenza, prima era il 10 marzo ora sara' a febbraio".
"Non abbiamo sfiduciato Monti ma siamo passati dal si' all'astensione e abbiamo consentito che i provvedimenti venissero approvati e garantito il nostro voto alla legge di stabilita' e su altri provvedimenti, ma abbiamo ritenuto fosse importante segnalare al nostro elettorato, per l'85 per cento contrario a Monti,' che non c'era piu' l'identificazione nostra su cio' che aveva fatto il governo Monti, anche per iniziare un rapporto con la Lega".
"Abbiamo messo insieme sette partiti con il Pdl. Stiamo pensando in accordo amichevole se non sia opportuno passare da uno a due partiti". Lo dice Silvio Berlusconi parlando della possibilita' che Ignazio La Russa e altri colonnelli ex An diano vita ad un'altra formazione. "E' una operazione aperta", fatta "in totale vicinanza" con gli ex An, dice l'ex premier. "Ma potrebbe finire che non se ne fara' niente...", afferma Berlusconi.